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NATO e Gladio, la vera storia delle origini

gladioPer i lettori di The Real History of Gladio del 1996, dell’Ultima Missione e dell’Archivio superstite dell’Organizzazione Gladio del 2001,di Bengasi e dintorni del 2010 e dell’Ultima Missione di G-71 del 2013, pubblico questo documento ufficiale dell’1 giugno 1959. Per tutti gli altri, comunque, sono pagine interessanti di storia che vale la pena di conoscere.

Tenete presente nella vostra analisi che il tempo era il 1959, a Berlino ancora non era stato costruito il muro, ma l’URSS di Krusciov ci stava pensando, il Dittatore Presidente di Cuba, il Gen. Battista, aveva appena abbandonato l’Avana in seguito alla vittoria di Fidel Castro, JF Kennedy non era ancora Presidente degli Stati Uniti, gli arabi erano aizzati contro Israele  dal Cremlino in chiave anti americana e anti risoluzioni dell’ONU che sancivano la nascita dello Stato ebraico e di uno Stato palestinese. Nell’Europa dell’est Polonia e Ungheria avevano conosciuto i cingoli dei carri armati sovietici che ne avevano assunto il pieno controllo e come pezzi di un gigantesco monopoli, le nazioni perdevano, una dopo l’altra, la loro indipendenza. Il mondo libero aveva già vissuto avvenimenti drammatici come la Guerra di Corea e del Congo e cercava di evitare  il ripetersi di un conflitto mondiale che sarebbe stato più devastante di quello appena concluso, perché combattuto con le armi atomiche che anche l’URSS era riuscita ad ottenere. I fatti vanno sempre analizzati nel loro contesto storico o non possono essere capiti.

L’Italia si apprestava, con gli altri paesi NATO, a tutelarsi dal cadere anch’essa sotto il giogo sovietico e quell’eventualità era tutt’altro che remota!

All’epoca i Servizi segreti italiani si chiamavano SIFAR e li comandava il Generale De Lorenzo.

Potete leggere, scorrendo le vecchie pagine, ingiallite e scolorite la vera storia di Gladio e tutte le conferme ufficiali di ciò che molti di voi hanno già appreso nel 1996 nel sito internet, ancora online su www.g71.altervista.org

Con questo importante e storico documento dello Stato Maggiore della Difesa si da atto che Gladio era stata costituita in ambito Nato, come la rete Stay Behind e che i Nuclei G, lo dimostra meglio nel seguito lo stesso documento, non erano “paramilitari”, come è stato dichiarato dai soliti furbetti per screditare me e le mie dichiarazioni, ma Militari selezionati per meriti e inseriti legittimamente nei reparti speciali di controspionaggio del SID, il Servizio Informazioni Difesa.
Altra importante dissimulazione dei media italiani controllati dagli eredi del Golpe del 1978, è l’attribuzione di clandestinità alla rete SB e a Gladio stessa. Questo è un equivoco dovuto all’ignoranza generale e alla pessima traduzione di un termine usato in tutti i documenti ufficiali NATO: “Clandestine”. Un termine che non è utilizzato come hanno malevolmente fatto intendere i soliti noti romani per definire qualcosa di clandestino, quindi illegale e illegittimo, anticostituzionale! Bensì col senso che gli viene dato dalla corretta traduzione dall’Inglese americano: Undercover, sottocopertura, segreto.

Un documento, questo che potete vedere in allegato, tenuto segreto per legittimare la “cancellazione” dei fogli matricolari e di ogni diritto, anche contributivo, di chi ne fece parte.

Al fine di verità, pubblico in questo stesso post, la lettera ufficiale di “Ulisse”, alias Ammiraglio di Squadra Fulvio Martini, la mia replica e la sua ultima dichiarazione nel merito di ciò che gli era stato ordinato dal Governo italiano che, all’epoca dei fatti, il 1990-1991, era presieduto dal sen. Giulio Andreotti e dal Presidente della repubblica Francesco Cossiga. Tali documenti non hanno bisogno di commenti e interpretazioni, lo fanno da se, basta leggerli.

Nell’ultimo aggiornamento dell’Ultima Missione di G-71, che si svolge ancora adesso, sotto gli occhi dei lettori, mentre la stiamo vivendo giorno dopo giorno, quello edito da Mursia, nel Capitolo I della parte Terza, dal titolo: “1985, CHI ERA SCAPPATO CON LA CASSA DEL REGGIMENTO?” , preciso meglio anche questa parte, molto importante il tradimento subito da quelle che, da allora, non posso non definire, con Disneyana memoria, le bande Bassotti che hanno tradito e saccheggiato la Patria e tutti noi. Un sacco d’Italia che continua ancora adesso e che proseguirà per sempre, finchè il popolo italiano non conoscerà davvero la verità della sua storia e le radici di tutti i mali passati e attuali e troverà il coraggio di porvi fine. Solo lui può farlo, cessando di dare il suo consenso a chi ha dimostrato di non meritarlo. Esattamente come racconto, descrivo e documento nelle opere indicate, ancora e sempre a disposizione su internet, amazon.com   lulu.com e altre librerie online per i primi, come per l’ultimo “L’Ultima Missione di G-71” edito dalla Mursia editore, in libreria e nel sito della Mursia.com alla collana: “Le nuove guerre”.

Da quanto leggerete, vi sarà confermato anche quanto ho dichiarato in altri post sulla natura italiana dei vari reparti speciali dei paesi Nato, per quanto riguarda addestramento e finalità: i Navy SEAL americani e i SAS britannici. Oltre alla natura e origine degli ordini di distruggere tutto ciò che riguardava l’Organizzazione Gladio e il Nucleo G. Ordine eseguito dall’Amm. Fulvio Martini che certamente è credibile quando afferma che, la finalità di quest’ operazione di cancellazione non era quella di negare i diritti dei militari in congedo, ma semmai di proteggerne l’anonimato, la sicurezza e i segreti di Stato della Guerra Fredda italiana e delle operazioni estere cui avevano partecipato e  delle quali erano testimoni. In questo quadro si inserisce anche la vicenda di quello che definisco il Golpe italiano, quello perfettamente riuscito e del quale nessuno può parlare, il 16 marzo 1978, concluso con l’assassino di Aldo Moro e la strage della sua scorta, frutto di un tradimento del quale i mandanti sono riusciti a rimanere impuniti.

Buon viaggio nella storia stay behind.

Documenti autenticati e muniti di apostille ai sensi dell’art. 5 della Convenzione dell’Aja del 1965, per il ricorso all’Alta Corte di Giustizia delle Nazioni Unite di cui riferirò a suo tempo.

Congedo dal Nucleo G per ordine del governo che lo ha soppresso e conferma di regolarizzazione dello stato di servizio come da regole d’ingaggio del Settembre 1970 a firma Augusto Arconte, esercente la Patria potestà e il Direttore del SID, all’epoca il Generale Vito Miceli, con la presenza del Generale Zambonini, in qualità di testimoni.


Replica di pugno di Antonino Arconte Ulisse in data 18 gennaio 1991

Lettera dell’Amm. Fulvio Martini, personale e fuori protocollo a G-71 con la quale si scusa del comportamento imposto dal governo in carica e al quale doveva obbedire.

 

 

Intestazione del fascicolo che è il progetto strategico SHAPE (lo Stato Maggiore della NATO) di quella che veniva definita “Operazione Gladio”, la quale divenne, una volta resa operativa: “Organizzazione Gladio”, della quale il NUCLEO G era parte integrante, come braccio armato e sottocopertura utilizzato (Undercover e non Clandestine) per operazioni estere, sempre finalizzate agli interessi dei paesi NATO, come avete letto sui libri di G-71 e in questi documenti d’epoca.

Notate la dicitura: “Guerra non ortodossa da condursi da formazioni militari regolari”. L’italiano è una lingua dotta, ricca  e antica e non può dare luogo a equivoci come l’inglese, nel quale per sintetizzare una stessa parola può avere decine di significati diversi, in base a com’è collocata in una frase. Intendo dire che non si può equivocare con “formazioni paramilitari”. Come hanno tentato di imbastire i soliti falsari dell’informazione sulla storia d’Italia.

In questa pagina si trova riscontro dell’ambiguità, resa possibile dalla lingua inglese, con la traduzione di Stay Behind che tradotto in maniera isolata dal contesto nella quale è utilizzata può effettivamente tradursi con “Restare indietro”. Frase che ha permesso di giustificare le dichiarazioni del governo Andreotti e del Presidente Cossiga del 1991. Ossia che Gladio non è mai stata operativa, in quanto doveva attendere l’arrivo dell’armata rossa per attivarsi e agire dietro quelle linee. In realtà la stessa frase, inserita nel piano strategico e operativo completo, si traduceva ben diversamente: ” stay behind the lines of the  cold war”. Ossia:  “Stare dietro le linee della guerra fredda”. Questa era la “guerra non ortodossa” di cui trattavano questi piani strategici, non ce n’era altra. Le linee della guerra fredda avevano confini molto ampi e tra questi i teatri africani, mediorientali e asiatici descritti e documentati nei libri.

Esatto: “delle popolazioni che riceverebbero incitamento e appoggio alla resistenza!” Esattamente quello che abbiamo fatto in Africa con le operazioni che ho ricordato nei libri.


Piano reclutamento personale, per esempio le selezioni come quella che ho descritto e che mi riguardava.

Questo però non è mai stato attuato in Italia, almeno per quanto ne posso sapere io, ma in Nord Africa all’epoca delle operazioni Akbar Maghreb. Sempre per ordine, per via gerarchica, del governo italiano.


In seguito, il SID ad opera del generale Miceli, su incarico dell’on. Moro, riorganizzò tutta l’organizzazione, semplificandola in 12 branche, di cui il Nucleo G era la decima, Ufficio X o Office D per gli americani e di questo rese ampia testimonianza in corte d’Assise a Roma il 14 Dicembre 1977 nel processo per il Golpe Borghese, dove testimoniò anche l’on. Moro che non lo sciolse dal segreto di Stato, pochi mesi prima di essere sequestrato. Tutta questa fase della storia si trova nell’Ultima Missione del 2001, perché sarebbe stata una ripetizione inserirla anche nell’Ultima Missione di G-71 di Mursia, che doveva lasciare spazio ad altre informazioni e aggiornamenti.

Computo dei costi, davvero ridicoli rispetto agli sprechi successivi che, per i costi dei servizi segreti, non devono rendicontare a nessuno, essendo …”segreti!” Devo dire che il sospetto che tutto il rabattare menzogne di vario genere dai responsabili dell’epoca, nel mio caso Cossiga e Andreotti, potrebbe risultare essere finalizzato a nascondere il fiume di denaro che è stato sottratto alle casse dell’erario per finanziare operazioni inesistenti e addestramenti alla guerra psicologica del tutto fantasiosa, ma narrata dai complici di chi aveva il controllo delle casse dei servizi segreti, sempre rigorosamente in nero! Una cosa, questa, raccontata anche dall’Ammiraglio Martini che considerava che due terzi di tutti i fondi destinati al SISMI finiva in spese incontrollate destinate a quel genere di gladiatori. Qualcosa di molto più sofisticato e remunerativo di ciò che dopo lo scioglimento di quella Gladio dei cosiddetti 622 civili “in perenne addestramento alla guerra psicologica”, fu ideato con i finti sequestri e pagamento di riscatti veri che solo in minima parte partivano per le destinazioni segrete, la maggior parte restavano a Roma … in buone, avide e capienti mani. E’ proprio vero che trattandosi sempre di bande Bassotti per capire il loro solito agire occorre: Cherchez l’argeant!

Lotta internazionale per la libertà e l’indipendenza!

Non confermati dal Generale Miceli e dall’Amm. Martini.
Tutto questo dovrebbe essere un grosso contributo, per chi ha letto i libri che trattano l’argomento della guerra fredda italiana e non solo italiana, per raggiungere la verità attraverso le sue proprie opinioni, giacché chi vi scrive non ha, ne mai ha avuto, ne avrà, alcun interesse a indirizzarvi verso una verità, piuttosto che un altra! L’Ultima Missione di G-71 è di farvi conoscere la verità …ogni opinione, sulla base di questa …è legittima!

Updated: 12 luglio 2016 — 10:33
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